If only we’re brave enough to see it. If only we’re brave enough to be it.

Non c’è niente come chiudere un’economia per farci capire quanto strettamente le nostre vite siano intrecciate in una rete di mutualità. Mai prima d’ora il negozio di alimentari del quartiere o un corriere si sono sentiti così parte integrante dell’esistenza sociale. L’origine stessa del virus è legata a una rete ecologica: una via di trasmissione multispecie le cui condizioni di trasmissione sono state preparate dalla distruzione dell’habitat e dal riscaldamento globale. Non ci vuole solo un villaggio, ci vuole un pianeta in cui si prende cura reciprocamente l’uno dell’altro, in armonia con la cura del pianeta. Ci vuole un abbraccio del nostro legame, del nostro intreccio, dell’uno con l’altro in un mondo umano, anzi in un modo più che umano.

La speranza contro la paura.

Questo testo nasce in un clima politico ed economico nel quale il sostegno per le “idee”, critiche o meno, è ormai quasi inesistente. D’altronde non è difficile essere pessimisti e inattivi, quando siamo circondati da guerre, disastri ecologici e disuguaglianze sociali, quando le tecnologie e le economie globalizzate rendono le nostre vite sempre meno reali, spianando la strada a un crescente individualismo, all’isolamento e alla solitudine.
La domanda è: cosa rappresenta per noi oggi la speranza?