Ritorno di classe.

Mi sembra interessante riflettere sui motivi per cui oggi stiamo assistendo a un ritorno della classe come principio secondo il quale si distribuisce la possibilità di ‘civilizzarsi’. C’è una specie…

Abbiamo bisogno dei Black Bloc?

In “Rallentiamo il potere”, un testo pubblicato in questo blog, ho sostenuto la tesi che il rallentamento possa essere considerato un’idea autenticamente anticapitalista. A questa considerazione, desidero aggiungerne altre due: che il dissenso presti attenzione alla ‘varietà’ (alla molteplicità dei movimenti politici di opposizione) e alla ‘convergenza’. In modo particolare ‘imparare a convergere’ può rappresentare una nuova e potente idea se smettiamo di cercare un principio che farebbe convergere la varietà e proviamo a pensare alla convergenza come a un processo impegnativo e creativo.

Qualunque cosa ci accada non dobbiamo mai smettere di pensare.

L’avventura del pensare è un’avventura di speranza.
Per “avventura” intendo un’impresa creativa, a dispetto delle molteplici ragioni che avremmo per disperarci. Certo, abbiamo tutte le ragioni del mondo per disperarci, ma pensare equivale, in qualche modo a non attenerci a tali ragioni.
Veramente non sappiamo ancora cosa le persone sono capaci di fare insieme e penso che sia proprio questa l’avventura.

L’autonomia è qualcosa che ci mette in relazione.

Ciò che siamo, non è una classificazione sociale — ricchi o poveri, occupati o disoccupati — , ma è la serie di potenziali relazioni che abbiamo a disposizione all’interno di un campo aperto di rapporti. Ciò che possiamo fare, il nostro potenziale, viene definito dalla nostra abilità nel relazionarci,  — non dalla nostra capacità di separare e di decidere da soli. L’autonomia è qualcosa che ci mette in relazione, è il potere di diventare, è il potere di emergere.

Il prodotto siamo noi.

Oggi i prodotti sono sempre più spesso una proprietà intellettuale della quale compriamo i diritti d’uso, non più un oggetto che acquistiamo.
Se acquistiamo un libro, possediamo quell’oggetto. Al contrario, se acquistiamo un pacchetto software, non stiamo acquistando un oggetto, quanto piuttosto un insieme di funzioni. Stiamo comprando il diritto di utilizzo di quelle funzioni, e tutto ciò che è ad esse collegato. Stiamo in sostanza comprando il diritto a poter fare delle cose. La proprietà diventa sempre meno importante in sé, conta la “convertibilità”.

Camminare è una caduta controllata.

In ogni situazione esiste un margine di movimento, un dove possiamo andare o un cosa siamo in grado di fare. Questo margine di movimento possiamo chiamarlo “affetto”, o anche “speranza”. Affetto o speranza significano che è meglio ci concentriamo sul prossimo passo con intensità, piuttosto che ci limitiamo ad immaginare ciò che vorremmo accadesse come un bel quadretto utopistico.