“Troublemakers. The story of Land Art”. Intervista a James Crump.

James Crump ha presentato in anteprima italiana alla Fondazione Prada di Milano, “Troublemakers: The Story of Land Art” (Summitridge Pictures, RSJC LLC 2015), un film di ’72 minuti che ricostruisce le origini della Land Art tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta documentando il lavoro di Walter De Maria, Michael Heizer e Robert Smithson. Lo abbiamo incontrato per chiedergli cosa ha significato per lui raccontare sullo schermo la storia di alcuni dei più importanti artisti di questo movimento artistico, qual’è l’ethos della Land Art e oggi, che cosa vuol dire vedere queste straordinarie opere monumentali.

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Nel 1989 e su “Raw v. 2” #1, storica rivista statunitense curata da Art Spiegelman e Françoise Mouly, appare una breve storia in bianco e nero intitolata semplicemente “Here”. In sole 36 vignette, Richard McGuire scardina completamente la tradizionale narrazione lineare costruendo su uno sfondo spaziale fisso, una stanza, finestre temporali parallele, collegate tra loro. Tutta la storia è ambientata in una sola stanza, un unico ambiente, una capsula temporale che da al lettore la possibilità di avere una vista multidimensionale sullo scorrere del tempo riquadro dopo riquadro.