Perché devo rispondere per ciò che non ho fatto?

Sono davvero poche le opere che intraprendiamo di nostra esclusiva iniziativa, la maggior parte di esse prosegue, amplia o si unisce a lavoro di chi ci ha preceduto. E sono poche le opere che dirigiamo sino alla fine. Costruiamo case che erediteranno i nostri figli, piantiamo alberi che daranno frutti quando saremo morti, inventiamo medicine che verranno usate anche molto tempo dopo che ce ne saremo andati. Ne consegue che la maggior parte del nostro lavoro è fatta per rispondere alle esigenze o alle volontà di “altri”. Anche se portiamo a termine un’opera che avevamo iniziato, essa lascia un “residuo”, una traccia, un’impronta, uno spazio vuoto con cui avrà a che fare qualcun altro. Ce ne accorgiamo, perché ciò che condividiamo realmente con gli altri, è la responsabilità.

Esercizio n.2#. Framebook.

Il messaggio è la cornice, la cornice è il messaggio. Facebloom è un workshop: 10 esercizi su: identità, frame, co-produzione, gratis, fiducia, controllo, proprietà, sciame, condivisione, preferenze; 10 giornate; 100…