Il bisogno di credere nel mondo.

“Abbiamo bisogno di un’etica, di una fede, e questo fa ridere gli idioti; non è un bisogno di credere a qualcosa d’altro, ma un bisogno di credere a questo mondo qui, di cui gli idioti fanno parte”. Non è una fede che riguarda l’essere nel mondo, è l’essere nel mondo. Ed è una fede di tipo sperimentale, poiché è tutta questione di essere in questo modo, guerre comprese, e non in un qualche altro modo perfetto o in un futuro migliore. Una fede etica, sperimentante – e creativa, dal momento che la nostra partecipazione nel mondo è parte di un divenire globale.

La forza di esistere.

“Gli esseri umani intorno a noi con la loro stessa presenza hanno il potere, che appartiene solo a loro, di fermare, di reprimere, di modificare tutti i movimenti che il nostro corpo abbozza; un passante non devia il nostro cammino per strada allo stesso modo di un cartello, quando si è soli non ci si alza, non si cammina, non ci si risiede nella propria posizione allo stesso modo di quando c’è un visitatore”.

Simone Weil, “L’Iliade o il poema della forza”, 1940–1941.

Inno alla gioia.

A volte sentiamo dire: “Noi sai cos’è la gioia finché non hai conosciuto la tristezza”, come se stessimo a paragonarle continuamente l’una all’altra, come se la gioia fosse il contrario della tristezza, o la salute lo fosse della malattia.
Credo che questo sia del tutto falso. Ci sono persone che non sono mai state malate, ma non sanno cosa significhi essere sani. Uno stato d’animo gioioso permette quindi di aprirsi alla realtà, e a una realtà più ampia rispetto a quella che si presenterebbe davanti se ci trovassimo in una condizione di depressione e di risentimento. In questo caso quello che viviamo è più veritiero, più autentico.
La gioia si trova oltre i valori che abbiamo ereditato, non è qualcosa di ideale, bensì la realtà stessa. La gioia ci fa amare la realtà più di quanto faccia qualsiasi concetto di ciò che è ideale.
Dovremmo credere alla gioia più che nella prudenza, o in qualsiasi stato d’animo più cauto e impaurito.