Sul rischio.

L’idea di rischio, dovrebbe sempre rifarsi a un’esperienza concreta. Trovo estremamente pericoloso dire: “sono in grado di assumermi quel rischio”. Quando qualcuno lo afferma fa qualcosa di criminale.
Se uno psicanalista, ad esempio, dice: “So tutto dell’inconscio per cui non esisterei nel prendere qualcuno in analisi che proviene da un’altra cultura”, esterna un’affermazione “professionale”,
che Ivan Illich definirebbe da ‘esperto’ (“Esperti di troppo. Il paradosso delle professioni disabilitanti”, Erickson 2008).

Perché fare la rivoluzione non basta?

Sopra. All’entrata di una sede della banca centrale di Atene, aperta per pagare le pensioni. (Simon Dawson, Bloomberg). La rivoluzione è un’invenzione moderna. Appesantita dall’idea che dobbiamo distaccarci dal passato per ottenere…

Qualunque cosa ci accada non dobbiamo mai smettere di pensare.

L’avventura del pensare è un’avventura di speranza.
Per “avventura” intendo un’impresa creativa, a dispetto delle molteplici ragioni che avremmo per disperarci. Certo, abbiamo tutte le ragioni del mondo per disperarci, ma pensare equivale, in qualche modo a non attenerci a tali ragioni.
Veramente non sappiamo ancora cosa le persone sono capaci di fare insieme e penso che sia proprio questa l’avventura.