“Uneven Growth”. Nuove tattiche urbanistiche per le megalopoli in mostra al MoMA di New York.

Nel 2030 la popolazione mondiale raggiungerà l’incredibile cifra di otto miliardi di persone. Di questi, due terzi vivranno nelle città. La maggior parte della gente avrà a disposizione risorse scarse. Con risorse limitate, questa crescita irregolare sarà una delle più grandi sfide affrontate dalle società di tutto il mondo. Nei prossimi anni, le autorità cittadine, urbanisti e progettisti, gli economisti e i cittadini, dovranno unire le forze al fine di evitare gravi catastrofi sociali ed economiche, dovranno lavorare assieme per garantire che queste megalopoli in espansione potranno rimanere abitabili.
Per avviare questo dibattito internazionale, Pedro Gadanho, per mostra “Uneven Growth tactical urbanisms for expanding megacities” del MoMA, ha unito sei gruppi interdisciplinari di ricercatori e professionisti per esaminare nuove possibilità di progettazione di sei metropoli mondiali: Hong Kong, Istanbul, Lagos, Mumbai, New York, e Rio de Janeiro. Ogni gruppo ha sviluppato proposte per una città specifica in una serie di laboratori realizzati nel corso di 14 mesi. “
Il risultato di questo lavoro sono una dozzina di proposte che vanno da progetti immaginari a soluzioni pratiche.

It’s complicated: La vita sociale degli adolescenti sul web. danah boyd.

“It’s complicated” di danah boyd, si chiama così proprio perché ha il merito di ridare risalto, fin dal titolo, alla complessità del rapportarsi di diversità, di genere, etnia, di condizioni economiche, contesti sociali e culturali complessi fuori e dentro la rete. Dicendo chiaramente che la questione va molto oltre il suo semplice aspetto tecnologico. Prima di tutto, “I ragazzi non sono dipendenti dai social media: sono dipendenti l’uno dall’altro”. Non vogliono Facebook, ma la possibilità di rimanere in contatto con i loro amici che Facebook consente.

La città dei bambini. Intervista a Francesco Tonucci.

Nella nuove città si può dire che i bambini abbiano perso il loro spazio e il loro tempo. Gli spazi dei bambini, in casa e fuori, sono sempre stati gli spazi non utilizzati dagli adulti, come i cortili, le scale, le aree non costruite, i cantieri dismessi, i marciapiedi, le piazze. In questo tempo e in questi spazi i bambini vivevano le loro esperienze di gioco, di avventura, di esplorazione. Una componente importante di queste esperienze era il rischio, l’eccitazione di provare sempre qualcosa di nuovo, di allargare lo spazio, di forzare i vincoli e le regole imposti dagli adulti. Con queste esperienze molto precoci i bambini mettevano le fondamenta che avrebbero dovuto reggere tutto lo sviluppo successivo.