Abbiamo bisogno dei Black Bloc?

In “Rallentiamo il potere”, un testo pubblicato in questo blog, ho sostenuto la tesi che il rallentamento possa essere considerato un’idea autenticamente anticapitalista. A questa considerazione, desidero aggiungerne altre due: che il dissenso presti attenzione alla ‘varietà’ (alla molteplicità dei movimenti politici di opposizione) e alla ‘convergenza’. In modo particolare ‘imparare a convergere’ può rappresentare una nuova e potente idea se smettiamo di cercare un principio che farebbe convergere la varietà e proviamo a pensare alla convergenza come a un processo impegnativo e creativo.

Rallentiamo il potere.

Penso che quella del rallentamento sia un’idea autenticamente anticapitalista, dal momento che la forza del capitalismo è un movimento in avanti astratto, una continua invenzione di nuove astrazioni e di definizioni di cosa sia un risorsa , di cosa debba essere sfruttato e dei profitti da trarre.

Ma l’amor mio non muore.

Le domanda che mi sono posto è: in che modo, nell’ambito di una costante trasformazione del capitalismo, (informazioni, media, economie, tecnologie), le restrizioni delle libertà (il controllo della nostre vite) coinvolgono la nostra dimensione affettiva?