Intervista a Thomas Bratzke (Zast).

Thomas Bratzke (Zast), vive e lavora a Berlino. Ha iniziato a segnare gli spazi pubblici con la sua tag nel 1990. Nel 2000, con Akim, dà vita al progetto “Jazzstylecorner”, un approccio aperto allo streetwriting, che include aspetti sociali ed educativi del collettivo di writers e streetartists. Nel 2005 anni è nata una collaborazione con il trombettista Richard Koch (”Ritsche & Zast”) che ha dato vita a progetti inseriti in “Doing-Something Together”, in cui i due artisti esplorano le correlazioni tra musica, spazio e writing. I suoi progetti collettivi coinvolgono spesso il pubblico, con l’intenzione di stravolgere le modalità abituali di presentazione dei graffiti e della street art.

This a Magazine. Intervista a Andy Simionato e Karen ann Donnachie.

This a Magazine è un magazine che non parla di niente. Descritto da Adrian Shaughnessy come un “fenomeno editoriale” questo progetto mutevole continua ad evolvere nelle sue forme, fin dalla sua prima uscita nel 2002, includendo materiali della rete costituiti da book fotografici, presentazioni powerpoint, materiali quicktime, slideshow animati, e una serie di compendi stampati e accompagnati da accessori e dvd.

Studio Kmzero: Where’d you get those?

Essere dei designer oggi è un lavoro complicato.
Implica l’obbligo di allenare la sensibilità, avere gli occhi aperti. Fare del coolhunting un rito quotidiano, ricettivi 24/7, sniffando la direzione del vento. In un qualche senso siamo macchine che assorbono, fagocitano e reintepretano stimoli – produttori di design alimentati a deadlines e caffeina.
Gli input arrivano da ovunque; c’è tutto un quotidiano training all’attenzione, l’autoimposto rito degli rss, blog da consultare in guisa di breviario, lo street style e l’estetica video-clip al posto delle vitamine.
Ma gli input arrivano anche, e soprattutto, da libri d’arte e style magazines di cui gli studi di design si cibano in maniera sconsiderata.