My Last Day at Seventeen.

“Kevin e Erin sono nati a poche ore di distanza. Nel mio ultimo giorno in Irlanda, la famiglia di Kevin ha organizzato una festa per il loro diciottesimo compleanno. La persona…

We are dancing together.

“Quel che distingue i viaggi non è la qualità oggettiva dei luoghi né la quantità misurabile del movimento – né qualcosa che sarebbe soltanto nella mente – ma il modo…

The Dogs Day Are Over

“I danzatori sono noti per la ricerca della perfezione” dice Martens, “Questo pezzo è costruito su ritmi estremamente complessi e li spinge al limite, alla ricerca dell’errore.
Ma “The Dog Days Are Over” è anche un viaggio che i danzatori fanno con il pubblico: una sfida a superare la noia e cercare il divertimento fuori dalla logica dell’intrattenimento”.

Il bisogno di credere nel mondo.

“Abbiamo bisogno di un’etica, di una fede, e questo fa ridere gli idioti; non è un bisogno di credere a qualcosa d’altro, ma un bisogno di credere a questo mondo qui, di cui gli idioti fanno parte”. Non è una fede che riguarda l’essere nel mondo, è l’essere nel mondo. Ed è una fede di tipo sperimentale, poiché è tutta questione di essere in questo modo, guerre comprese, e non in un qualche altro modo perfetto o in un futuro migliore. Una fede etica, sperimentante – e creativa, dal momento che la nostra partecipazione nel mondo è parte di un divenire globale.

La forza di esistere.

“Gli esseri umani intorno a noi con la loro stessa presenza hanno il potere, che appartiene solo a loro, di fermare, di reprimere, di modificare tutti i movimenti che il nostro corpo abbozza; un passante non devia il nostro cammino per strada allo stesso modo di un cartello, quando si è soli non ci si alza, non si cammina, non ci si risiede nella propria posizione allo stesso modo di quando c’è un visitatore”.

Simone Weil, “L’Iliade o il poema della forza”, 1940–1941.

Stephen Shore, South of Klamath Falls, U.S. 97, Oregon, 21 luglio, 1973. Dalla serie “Uncommon Places".

Il patto.

Cosa significa ricostruire la filosofia? Significa che questa nuova relazione nei confronti del mondo porta con se delle responsabilità verso il mondo.
La filosofia può essere lo strumento che ci può aiutare a esplorare nuovi modi per pensare a tale relazione. La filosofia ci può essere d’aiuto per pensare a un nuovo patto con il mondo.

Essere umani (troppo umani).

La classe oggi è un problema al di fuori dei movimenti dei lavoratori, all’interno del multiculturalismo metropolitano. Ma allo stesso tempo non possiamo ignorare la classe come strumento di analisi perché equivale a lasciarla all’avversario. Sono temi sui quali è necessario fermarsi a riflettere – ad esempio il mondo in cui oggi le frontiere nazionali sono tornate ad essere demografiche come lo erano in passato – frontiere pre-capitalistiche, territoriali. Sono le frontiere demografiche che oggi sono diventate anche virtuali (qui la critica alle telecomunicazioni come accesso alla conoscenza deve essere esplicita). È li, sui temi della cultura, che la classe incomincia a diventare determinate, secondo me.