commoning

Emancipazione/i.

Sopra. Manifestanti che marciano nel centro della città di Atlanta, 2013. Fotografia: David Goldman.

È importante capire cosa rende la speranza una tipologia di discorso.
La speranza è sempre legata a qualcosa che manca. Speriamo nell’ordine in una situazione di disordine, speriamo nella giustizia in una situazione di ingiustizia. La speranza è sempre legata a una mancanza, che è l’opposto del suo discorso. Il punto è che il contenuto concreto che incarnerà di volta in volta quel bisogno di qualcosa di indefinito non è presente sin dall’inizio. Per fare un esempio estremo cito il “Leviatano” di Thomas Hobbes, in cui la società civile deve fare i conti con una mancanza di ordine (che è poi lo stato di natura). La volontà di comandare, qualunque essa sia, andrà bene, finché sarà in grado di instaurare un certo “ordine”; poiché quando le persone si trovano faccia a faccia con un disordine radicale qualsiasi ordine andrà bene, proprio in quanto è un ordine. Il soggetto che contribuisce a quell’ordine può variare in qualsiasi momento, ed è qui che potrà emergere ad esempio un populismo di destra o l’opportunità della sinistra, e così via.

In questo gioco egemonico, come scrive Ernesto Laclau in “Emancipazione/i” o in “Dialoghi sulla sinistra”, diventa importante, definire il tentativo di incanalare questo contenuto e quest’ampia speranza sociale che di per sé è priva di un contenuto preciso. Egemonia, in questo senso, significa trasporre un termine vuoto come “giustizia”, in contenuti concreti in grado di dare riferimenti precisi in un dato contesto.
Il dramma della sinistra oggi è che essa ha un certo handicap perché i discorsi della sinistra sono sempre associati a contenuti molto difficili da tenere assieme dal punto di vista di un immaginario sociale ampio e condiviso.
Senza la speranza non vi è quindi società, poiché nessuna società è in grado di fare i conti solo con ciò che esiste; dire che si amministrerà un po’ meglio ciò che esiste non è una speranza abbastanza forte. E se poniamo un discorso in cui la sinistra è vista come un’organizzazione di qualcosa che la destra fa comunque – senza contribuire alla dimensione di un nuovo immaginario sociale – allora ciò che si otterrà sarà la proliferazione di discorsi di destra.

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