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“Uneven Growth”. Nuove tattiche urbanistiche per le megalopoli in mostra al MoMA di New York.

Nel 2030 la popolazione mondiale raggiungerà l’incredibile cifra di otto miliardi di persone. Di questi, due terzi vivranno nelle città. La maggior parte della gente avrà a disposizione risorse scarse. Con risorse limitate, questa crescita irregolare sarà una delle più grandi sfide affrontate dalle società di tutto il mondo. Nei prossimi anni, le autorità cittadine, urbanisti, progettisti, economisti e cittadini, dovranno unire le forze al fine di evitare gravi catastrofi sociali ed economiche, dovranno lavorare assieme per garantire che queste megalopoli in espansione potranno continuare ad essere abitabili.

81AriiP+hFLPer essere un’esposizione che si concentra su alcuni dei problemi più gravi del pianeta, “Uneven Growth tactical urbanisms for expanding megacities” del MoMA di New York (dal 22 novembre 2014 al 10 maggio 2015) ha un approccio ottimista. Nel catalogo – che raccoglie interventi di Richard Burdett, Teddy Cruz, David Harvey, Saskia Sassen, Nader Tehrani – il curatore, Pedro Gadanho, scrive : “… ad ogni collaboratore è stato chiesto di trasformare una potenziale catastrofe e di esplorare lo stato di emergenza urbana, suggerendo e alimentando nuove forme di creatività”. In altre parole “Uneven Growth” vuole cercare di capire se possiamo fare qualcosa per cambiare i problemi di ingiustizia sociale, di disparità nel reddito e di degrado ambientale che affliggono le più grandi città del mondo. Concentrandosi su come e dove le persone vivono, lavorano, giocano; facendo una full immersion nei problemi; collaborando con coloro che vivono in condizioni urbane difficili e cercando di usare la loro conoscenza per capire come gli architetti possono contribuire a migliorare realmente la vita delle persone.

È ormai certo che l’impiego di tattiche che uniscono risorse, conoscenze e competenze adeguate, per intervenire su piccole scale territoriali può fare la differenza. Esempi recenti includono città come Caracas (Venezuela) con la “Metro Cable” ideata da Urban-Think Tank, un sistema di funivia integrato con la metropolitana di Caracas per permettere l’accesso alla città ai residenti delle aree periferiche che per motivi geografici ed economici hanno un difficile accesso alla città; Medellin (Colombia), con i microinterventi per migliorare le condizioni di vita e di connettività; o il quartiere di Dharavi a Mumbai (India), in cui URBZ User-Generated Cities ha elaborato alternative efficaci per affrontare lo “slum clearing”, una situazione dove quasi il 60% degli abitanti vive in baraccopoli che occupano circa il 6% del territorio metropolitano.

Per contribuire a questo dibattito internazionale, Pedro Gadanho ha unito sei gruppi interdisciplinari di ricercatori e professionisti al fine di esaminare nuove possibilità di progettazione per sei metropoli mondiali: Hong Kong, Istanbul, Lagos, Mumbai, New York, e Rio de Janeiro. Ogni gruppo ha sviluppato proposte per una città specifica e una serie di laboratori realizzati nel corso di 14 mesi.
“Uneven Growth” mira a contestare le ipotesi correnti sui rapporti tra sviluppo urbano formale e informale, tra bottom-up e top-down, vuole essere uno strumento per affrontare eventuali cambiamenti nei ruoli di architetti e urbanisti per contrastare, dare risposte efficaci alla crescente disuguaglianza nello sviluppo urbano.

Le idee più utopiche provengono dal team MAP Office che con il Network Architecture Lab di Kazys Varnelis ha lavorato sulla città di Hong Kong con il progetto “Hong Kong is Land”.
Nel progetto sono state immaginate otto nuove isole artificiali al largo della costa, tra cui “Island of sea”, “Island of resources”, “Island of surplus” e “Island of self”. Nuove isole che uniscono le migliaia di rocce che punteggiano il mare intorno l’ex colonia britannica. Il team descrivendo il progetto dice che:

“Si basa su un processo di decontestualizzazione e riterritorializzazione degli scenari esistenti. Ogni isola incarna uno dei valori caratteristici di Hong Kong da un punto di vista territoriale, sociale, economico, e futuristico”.

I disegni del progetto sono magnifici anche se la fattibilità è improbabile.

Altrettanto seducente è la visione di “Lagos Tomorrow” elaborata da NLÈ e dalla piattaforma on-line Zoohaus/Inteligencias Colectivas per Lagos, città sull’acqua che ha una popolazione di oltre 20 milioni di abitanti, molti dei quali vivono in insediamenti non pianificati, senza alcuna infrastruttura.
Il progetto prova a immaginare strategie specifiche per i trasporti, per l’acqua, per i sistemi energetici, e per nuove tipologie architettoniche adatte ad ospitare differenti contesti di vita. “Lagos Tomorrow”, scrivono i progettisti, “presenta una serie di prototipi fisici e strategici che arricchiscono il tessuto della città, fondendo intelligenza locale e tecnologie globali”. Tavole di presentazione particolarmente interessanti e mappe dense di contenuto, convincono che le idee di questo progetto potrebbero trasformarsi in realtà.

Lagos Urban Commons [Uneven Growth] from I.C.T.V. on Vimeo.

Making Of [Uneven Growth Lagos] from I.C.T.V. on Vimeo.

Meno seducente – e forse meno convincente – è l’idea proposta dagli studi Superpool e Atelier d’Architecture Autogérée per la città di Istanbul con il progetto “Tactics for Resilient Post-Urban Development. KITO perspective”. L’ipotesi è che i quartieri potrebbero unirsi per condividere risorse e informazioni al fine di creare comunità più coese in grado di contrastare la speculazione edilizia.
Scrivono i progettisti: “KITO lavora su differenti livelli e scale differenti per allestire spazi, attrezzature, servizi informativi, […] KITO è una rete on-line che crea un’economia alternativa, assegnando valore alle azioni locali e che abilita le persone a fare, dare, condividere e risparmiare: energia, servizi, beni, conoscenze e competenze”.
Nonostante l’idea sia decisamente interessante – è l’espressione della necessità di inventare nuovi modelli di Sharing Economy (economia collaborativa) attraverso un coinvolgimento diretto dei cittadini – non è chiaro come il progetto potrebbe attuarsi.

Uneven Growth – Istanbul from Superpool on Vimeo.

La squadra che ha lavorato a “Reclaiming Growth” per la città di Mumbai, composta da URBZ: User-Generated Cities e da Ensamble Studio/MIT-POPlab, ha ideato una “Growing House”, un’idea simile alla struttura reticolare “ELEMENTAL” realizzata in Chile da Alejandro Aravena. Il progetto viene illustrato da un breve filmato e da una presentazione che illustra le idee per il l’area di Dharavi, uno dei più grandi slum del mondo.
Scrivono in progettisti:

“Sono gli stessi utenti che faranno la differenza continuando a fare quello che hanno sempre fatto, cioè controllando e plasmando i loro ambienti abitativi ma potranno farlo anche con il supporto di architetti ed esperti, che garantiranno livelli più elevati di professionalità e di buon senso”.

I due gruppi di lavoro, RUA Arquitetos e MAS urban design del ETH di Zurigo con “The Carioca Way of City Making” per Rio de Janeiro e SITU Studio e Cohabitation Strategies (CohStra) per New York, hanno lavorato a idee progettuali che hanno un maggiore dettaglio. SITU e CohStra con “Other New York” hanno esaminato il problema della crisi degli alloggi nella città suggerendo due approcci alternativi. CohStra ha proposto un “Cooperative Housing Trust”, con l’obiettivo di rendere disponibili alloggi a prezzi accessibili per famiglie a basso reddito attraverso un modello di proprietà ibrida. Questo modello propone lo sviluppo di una cooperativa edilizia promossa dal settore pubblico e co-gestita da rappresentanti: pubblici, della comunità e da soci.

Uneven Growth NYC – Trailer from  on Vimeo.

uneven-growth-newyork5

“Cooperative Housing Trust”, Cohabitation Strategies (CohStra).

Mentre SITU ha immaginato un intervento su quella che loro definiscono la “densità nascosta” delle abitazioni informali di New York, aree abitati occupate da residenti poveri che a differenza di altre città come Mumbai o Rio risultano per lo più invisibili. Il progetto prevede di non spostare questi residenti altrove, ma piuttosto di proporre soluzioni che permettano alle comunità di migliorare la propria condizione di vita all’interno dei quartieri che già abitano.

The Other New York from SITU Studio on Vimeo.

Le strategie di SITU e CohStra sono decisamente interessanti, anche se – come nel progetto per Istanbul – partono dal presupposto che la loro attuazione debba essere accompagnata da alcuni cambiamenti politici, legali e sociali che, ad oggi, come scrive David Harvey nel saggio “The Crisis of Planetary Urbanization” – inserito nel catalogo della mostra – sono auspicabili ma ma difficilmente attuabili. Questa a mio avviso è una delle tematiche che avrebbero bisogno di maggiore approfondimento. Le periferie – o come individuato dalla ricerca di SITU, le aree a “densità nascosta” delle grandi città, sono i luoghi dove si stanno manifestando con maggiore intensità gli effetti della crisi planetaria. Nel suo testo Harvey sottolinea come:

“Il boom dell’urbanizzazione ha avuto poco a che fare con il soddisfacimento dei bisogni delle persone. È servito piuttosto ad assorbire il surplus di capitale, a sostenere i livelli di profitto e a massimizzare i valori di scambio indipendentemente dai valore d’uso. Le conseguenze sono state spesso del tutto irrazionali: da una parte una cronica carenza di alloggi a prezzi accessibili in quasi tutte le principali città, dall’altra condomini vuoti per gli ultra-ricchi il cui interesse principale è di speculare nei valori immobiliari”.

“The Carioca Way of City Making” il progetto di RUA Arquitetos e il MAS ETH Urban Design di Zurich (Master of Advanced Studies del Politecnico di Zurigo) per Rio de Janeiro, ipotizza un intervento giocoso e pratico, proponendo i “Varanda Products”, una serie di oggetti in stile neo-IKEA pensati per rispondere alle esigenze abitative negli spazi delle favelas. “Varanda Products” è una piattaforma on-line dove i prodotti possono essere suggeriti, co-progettati dagli abitanti e ordinati. Il catalogo in pdf è scaricabile on-line.

Panorama 40ft, completamente disegnato in CAD per la presentazione del progetto.  RUA Arquitetos.

Panorama 40ft, completamente disegnato in CAD per la presentazione del progetto. RUA Arquitetos (per vedere i particolari del disegno cliccare sull’immagine).

“Il futuro non può più essere quello di una volta”, scrive Pedro Gadanho e conclude il suo saggio sul catalogo scrivendo:

“Le proposte di questa mostra desiderano offrire degli scorci parziali di un universo alternativo desiderabile: una prospettiva urbana in cui architetti, artisti e altri professionisti che si occupano delle città contemporanee, provano a unire l’estetica dei loro progetti a soluzioni innovative e a un’etica sociale di cui abbiamo estremo bisogno“.

Con un soffio di pensiero utopico e la verve, la capacità comunicativa, di molti studi, queste proposte ci fanno pensare che possiamo essere in grado di immaginare e progettare un futuro migliore.
Tuttavia, come la lunga storia delle mostre del MoMA dimostra, è possibile che il lavoro presentato condurrà difficilmente ad azioni concrete sul campo. Dopo aver guardato i progetti e letto il catalogo viene un dubbio: l’“Uneven Growth”, l’urbanistica tattica, si trasformerà in un’ennesimo strumento culturale per ricchi e per architetti glam a cui piace la vita nei loft e il grunge urbano, o questa mostra potrà essere uno strumento per dare visibilità e sbloccare finanziamenti per progetti radicali, ispirando e spingendo i giovani designer a cambiare il mondo? Forse entrambe le ipotesi potrebbero andare bene. Finché gli architetti sono in grado di aiutarci a creare un mondo migliore, possiamo anche fregarcene se i ricchi faranno dell’urbanistica tattica uno stile.

Il catalogo della mostra “Uneven Growth tactical urbanisms for expanding megacities” del MoMA è disponibile su Amazon.

Intervista a Saskia Sassen: http://bit.ly/1OpQpL2
Intervista a Teddy Cruz: http://bit.ly/1ynqLTy

Urban Case Study:
Hong Kong/Shenzen. Uneven Growth Workshop: http://bit.ly/1OpQAWG
Lagos. Uneven Growth Workshop: http://bit.ly/1FMZedO
Istanbul. Uneven Growth Workshop: http://bit.ly/1ynqS1s
Mumbai. Uneven Growth Workshop: http://bit.ly/1I4YMYA
Rio. Uneven Growth Workshop: http://bit.ly/1cnq6aJ
New York. Uneven Growth Workshop: http://bit.ly/1HirtTJ

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