ma l'amor mio non muore

Dai sospiri nasce qualcosa*.

Gloria in excelsis deo
Gott mit Uns
Ein Zwei Drei
arriveranno da tutte le parti
dalle città, dalle campagne
dal nord (sud) dal sud (da ponente, da levante) per l’esodo
il grande esodo
un esodo
per noi.
Nelle vie calde la temperatura si alzerà
moltitudine, moltitudine
non si erano mai viste
code tanto grandi, tanto lunghe
tanto grandi, tanto lunghe.
Moltitudine, moltitudine
mamma mia che festa.

Franco Battiato

La speranza è contro l’evidenza. Sorge sempre all’interno di una rottura con il passato. Si crea una sorta di taglio e si lascia scivolare via il passato. Esiste una differenza tra semplice aspettativa e speranza. Potremmo dire: “Siccome vedo questo, le cose andranno così, così è come si sono sviluppate le cose, mi aspetto che accada quest’altro”, le aspettative si basano su esperienze o su modelli osservati in passato. Ma io penso che la speranza sia sempre una speranza contro l’evidenza.
Spero che s’innamori di me, spero di cambiare vita, spero di superare quel confine e di arrivare in paese che mi accolga per fuggire alla povertà o alla persecuzione, anche se non ho nessuna certezza a supporto di queste idee. La speranza nasce quindi da una sorta di discontinuità temporale, da una rottura, e qualcosa inizia dal nulla.
Se iniziamo a sperare che usciremo da una crisi che sembra non darci scampo o che nostro padre ci porterà in salvo dalla guerra, non siamo realmente in grado di capire da dove nasca questa speranza, c’è e basta. Mi colpisce molto vedere come le persone che nutrono grandi speranze non siano in realtà più dotate delle altre: non sono più belle, più talentuose, più intelligenti, più sane, più forti. Ne consegue che la speranza non nasce da queste cose.

Elvis Besson un migrante del Camerun, è riuscito a superare il confine con il Marocco a Melilla in Spagna e racconta a Milène Larsson, giornalista di Vice News, la sua storia:

“Non è facile superare la recinzione. Ci sono tanti ostacoli. Filo spinato, tante recinzioni. Sei hai paura, non hai abbastanza energia, magari riesci a superare la prima, ma arrivato alla seconda sei stanco e non ce la fai. Di 1.000 che partono, 50 raggiungono la recinzione e solo due passano”.

Decine di miglia di migranti e di rifugiati attraversano l’Africa Occidentale per arrivare in Marocco. Secondo le stime ufficiali, nel 2014, 7.285 migranti sono riusciti ad arrivare in Europa. Ma perché queste persone rischiano la vita per andare in Europa?
Uno dei ragazzi camerunensi racconta alla giornalista:

“Me ne sono andato dal Camerun perché ci li stavano rubando i nostri sogni, i sogni dei giovani cameruesi. Quando ho superato il confine del Camerun, è stato bellissimo. Ma quando ti ritrovi da solo, devi fare molta attenzione. È dura. Devi attraversare boschi, i corsi d’acqua, devi ingannare i soldati e le guardie. Ho visto tante persone morire nel deserto.
Perché esistono i confini? Ci sono confini persino nel mare. Guardi nel cielo, e ti dicono che anche nel cielo ci sono dei confini. Perché dovremmo impedire agli uomini di attraversare dei confini?”.

Mentre guardavo quegli uomini nel documentario, mi era evidente che non cercavano simpatia o pietà. Riuscivo solo a vedere il loro coraggio. Un enorme coraggio che ho riscontrato molte volte sentendo le storie dei migranti e dei rifugiati. Mi chiedo se anche noi al loro posto avremmo il coraggio per sopportare quei soprusi, quelle privazioni, quella sofferenza, quel dolore, nell’assenza di speranza.
Da dove viene quel coraggio? Non deriva da idee che ci crediamo e a cui ci appoggiamo.
Sono convinto che tutti abbiamo molto più coraggio di quanto crediamo. Credo che sia un coraggio che risiede profondamente in noi, un coraggio che fa parte della nostra natura umana.
Quelle persone non si lamentano, non si aggrappano alla vita, sono lucide, realistiche, e hanno un coraggio da morire. E così, allo stesso modo, mi sembra che la speranza sia qualcosa che risiede profondamente in noi. Nulla spiega come avere speranza o cosa fare per acquistarla. Analogamente a quel coraggio che percepiamo dai racconti di questi uomini, la speranza mi colpisce per il suo essere, in un certo senso, qualcosa di naturale.

Credo che la speranza sia una sorta di nascita. Qualcosa che non nasce da quanto c’è stato prima, ma nonostante quello che c’è stato prima.
Di colpo qualcosa si rompe, c’è una crepa, un punto di fuga, finalmente c’è qualcosa che nasce e guarda al futuro. Ogni volta che la speranza si rinnova, a qualsiasi stadio della vita, viviamo un momento simile all’infanzia e guardando la gioia negli occhi dei migranti che sono riusciti a oltrepassare quei confini è come se l’Europa venisse di nuovo al mondo.

Europe Or Die” è un documentario del 2015 prodotto da Vice News (durata 1:45:55).

* “Dai sospiri”. Dylan Thomas, “Poesie“, Einaudi, 1997.

Discussione

Una risposta a "Dai sospiri nasce qualcosa*."

  1. Riporto qui il racconto del ragazzo del Camerun:
    “Me ne sono andato dal Camerun perché ci li stavano rubando i nostri sogni, i sogni dei giovani cameruesi. Quando ho superato il confine del Camerun, è stato bellissimo. Ma quando ti ritrovi da solo, devi fare molta attenzione. È dura. Devi attraversare boschi, i corsi d’acqua, devi ingannare i soldati e le guardie. Ho visto tante persone morire nel deserto.
    Perché esistono i confini? Ci sono confini persino nel mare. Guardi nel cielo, e ti dicono che anche nel cielo ci sono dei confini. Perché dovremmo impedire agli uomini di attraversare dei confini?”.

    Genesi, capitolo 1:
    6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».
    7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.
    8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
    I confini separano l’ordine dal caos. E’ una delle Leggi assegnate a questa parte dell’Universo.
    Chi arriva in Europa deve chiedersi: Cosa so fare? Con quali qualitá aiuteró io a migliorare la vita dei miei vicini in quella terra nella quale ho scelto di immigrare? Ci sono i diritti ma anche i doveri per tutti gli esseri umani. Il colore della pelle non c’entra. Bisogna voler conoscere i propri doveri verso la Comunità.

    Serenità e pace. E’ un bellissimo luogo, questo web.site. Grazie. i.

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