• Dialoghi tra anime.

    Dialoghi tra anime.

    Sopra e nel post. “Removed”. Foto di Eric Pickersgill . Lo confesso, sono dipendente dai dialoghi. I migliori non sono semplicemente due persone che esplorano un argomento, sono dialoghi rivelatori. Con logica rigorosa indagano le questioni urgenti sulle grandi e le piccole cose che sono al centro delle nostre vite.

  • Io-tu.

    Io-tu.

    Roma, 11 aprile. Se la pace significa essere con il mondo e con gli altri, come si può considerare questo “essere insieme” una questione empirica e uno strumento per il cambiamento? Secondo Martin Buber, un autentico senso di responsabilità nei confronti di quel che vediamo e incontriamo in questo mondo…

  • Chi, ancora sul campo di battaglia, vuole monumenti?

    Chi, ancora sul campo di battaglia, vuole monumenti?

    Roma 1 aprile. La pace richiede immaginazione. Inventare la pace significa immaginare il reale estirpando dalla nostra cultura il linguaggio e l’immaginario della guerra, creando una valida alternativa. La guerra fa presa sulla nostra immaginazione culturale come forza inevitabile, la pace invece non ha molti benefattori. A meno che non…

  • Pax.

    Pax.

    Quel che nella storia è stato chiamato pace, in realtà non è mai stato altro che una pausa beata, illusoria o gravida d’ansia, fra una guerra e l’altra.

  • Il limite dello sguardo.

    Il limite dello sguardo.

    Roma, 26 marzo. Per Martin Buber il vero dialogo rappresenta la relazione fondamentale, la via d’accesso a questa vita e al sacro. Il dialogo non riguarda solo gli esseri umani, ma include tutto ciò che incontriamo; è negli incontri autentici in questo mondo, siano essi programmati o casuali, che si…

  • Guardare il mondo senza vederlo.

    Guardare il mondo senza vederlo.

    La pace ha bisogno di essere inventata. Cosa può voler dire “inventare”, se non creare qualcosa di nuovo? Solitamente la guerra e la pace sono viste come due opposti: o c’è guerra o c’è pace. Sentiamo riecheggiare, per molti versi, le acute parole di George Orwell, quando scrisse che le…

  • If only we’re brave enough to see it. If only we’re brave enough to be it.

    If only we’re brave enough to see it. If only we’re brave enough to be it.

    Non c’è niente come chiudere un’economia per farci capire quanto strettamente le nostre vite siano intrecciate in una rete di mutualità. Mai prima d’ora il negozio di alimentari del quartiere o un corriere si sono sentiti così parte integrante dell’esistenza sociale. L’origine stessa del virus è legata a una rete…

  • La speranza contro la paura.

    La speranza contro la paura.

    Questo testo nasce in un clima politico ed economico nel quale il sostegno per le “idee”, critiche o meno, è ormai quasi inesistente. D’altronde non è difficile essere pessimisti e inattivi, quando siamo circondati da guerre, disastri ecologici e disuguaglianze sociali, quando le tecnologie e le economie globalizzate rendono le…

  • Lo spazio in cui ci muoviamo. L’infrastruttura come sistema operativo, Keller Easterling.

    Lo spazio in cui ci muoviamo. L’infrastruttura come sistema operativo, Keller Easterling.

    Extrastatecraft riconosce che più forze – statali, non statali, militari, di mercati, fuori dal sistema di mercato – hanno ormai raggiunto un potere straordinario e l’autorità amministrativa necessaria per intraprendere la costruzione di infrastrutture sociali. Extrastatecraft è la mano invisibile ciò che ci governa oggi.

  • Il governo degli stolti.

    Il governo degli stolti.

    La dignità non è un dato, non è qualcosa che si possiede per il semplice fatto di essere umani, ma un esercizio di autocontrollo e di perfezionamento di se stessi, insieme ad uno sforzo continuo di aiutare gli altri (in antitesi a quanto propongono i nuovi razzismi e nazionalismi). Bisogna…

  • È possibile celebrare la memoria dell’Olocausto nell’epoca del turismo di massa?

    È possibile celebrare la memoria dell’Olocausto nell’epoca del turismo di massa?

    “Chi cerca di accostarsi al proprio passato sepolto deve comportarsi come un individuo che scava. Soprattutto non deve temere di tornare continuamente uno stesso identico stato di cose – di disperderlo come si disperde la terra, di rivoltarlo come si rivolta la terra stessa”. Walter Benjamin, “Scavare e ricordare” in…

  • “Austerlitz” e l’estetica della post-memoria.

    “Austerlitz” e l’estetica della post-memoria.

    Sopra: Austerlitz (after WG Sebald), Pièce musicale e teatrale ispirata al romanzo “Austerlitz” di Winfried Georg Sebald. Un progetto di: Ictus, Jérôme Combier, Johan Leysen, Pierre Nouvel – 2011. “La tutela della Shoah viene trasmessa a noi. La seconda generazione è la generazione cerniera che ha ricevuto, conoscenze di eventi in forma di…