Cook It Row: gli chef più all’avanguardia del mondo si incontrano.

“Cook It Raw è un progetto itinerante che ogni anno fa incontrare un gruppo di grandi chef in una diversa regione del mondo. Per alcuni giorni stanno li a cacciare, raccogliere, pescare, incontrare produttori locali e infine preparare una cena con gli ingredienti che hanno scelto. “Cook It Row”, probabilmente è stato il primo progetto che ha saputo mettere in scena la pratica del cucinare come “atto trasformativo”. Ciò che viene messo in scena non è la capacità del singolo, la cucina intesa come visione particolare, ma il cucinare con la “C” maiuscola, inteso come “atto creativo”. Da un parte la natura che offre gli ingredienti e dall’altra l’uomo che, con tipicità differenti legate al contesto, li fa diventare cultura.

Africa Digital Remix.

A parte rari casi come la mostra “Post African Futures”, curata da Tegan Bristow per la Goodman Gallery di Johannesburg (sino al 21 giugno 2015) e dalla piattaforma online “African Digital Art Network”, curata da un collettivo di giovani autori e ideato da Jepchumba, un’artista del Kenia con un Master in Digital Media, sono ancora poche le esposizioni, le ricerche e le pubblicazioni che provano a tracciare una mappa della cultura creativa e dell’innovazione digitale in Africa. Nel 2013, ci ha provato la rivista francese MCD pubblicando un numero monografico: “Digitale Afrique – Creation Numerique et innovation Technologique” curato da Karen Demineur, figura nota nella scena delle arti digitali di Dakar in Senegal, realizzando una prima cartografia delle arti digitali e delle reti di innovazione in Africa.

Andare a piedi. La filosofia del camminare di Frédéric Gros.

“Andare a piedi. Filosofia del camminare” di Frédéric Gros è un bel libro, uno di quelli che non ti stancheresti mai di rileggere, uno di quei libri, che bisogna leggere possibilmente al mattino, prima di uscire di casa, se si vuol resistere, nel quotidiano, al quotidiano. O come dice Gilles Deleuze in “Pourparler”, uno di quei libri che è: “un oggetto completamente accessibile, una cassetta degli attrezzi formidabilmente aperta, purché se ne abbia bisogno o se ne abbia voglia in quel momento”.

“20,000 Days On Earth”: un giorno nella vita di Nick Cave.

“20,000 Days On Earth” è la ri-creazione immaginaria del 20.000 giorno di vita di Nick Cave, ventiquattro ore ambientate nel primo giorno di registrazione dell’album “Push the Sky Away”. Nick Cave appartiene alla tradizione ‘poète maudit’ del rock: Jim Morrison, Jeff Buckley, Lou Reed e Leonard Cohen.

Richard Kern, la tassonomia del sesso.

Richard Kern è un fotografo e un regista underground noto per i suoi ritratti di ragazze nude.
Nato nel 1954 a Roanoke Rapids, in North Carolina, si trasferisce New York City, ed è lì, nell’East Village, negli anni ’80, che la sua carriera decolla iniziando a girare in Super 8, film erotici e sperimentali e a scattare immagini a celebrità della scena underground come: Lydia Lunch, David Wojnarowicz, Sonic Youth, Kembra Pfahler, e Henry Rollins in film come “The Right Side of My Brain” e “Fingered”. Kern ha sempre avuto un ossessivo interesse per l’estetica del sesso, della violenza e della perversione, cercando di abbattere tabù sociali, sessuali, religiosi e politici e sfidando le convenzioni cinematografiche.

Cooking comics. Gli Stati Uniti.

Negli Stati Uniti la pubblicazione di alcune serie Giapponesi come “Oishinbo” di Tetsu Kariya (Viz Communication) e di “What did You Eat Yesterday?” di “Kinou Nai Tabeta” ha aperto una nuova strada nella pubblicazione di albi e web comics con storie che parlano di alimentazione e di cucina. Tra i molti, i miei preferiti ci sono l’adventure/cooking mashup, “Rutabaga: Adventure Chef” di Eric Colossal, l’antologia nata nel 2012 su Kickstarter, “Digestate: a food and eating themed anthology” curata da JT Yost e il diario autobiografico “Relish: My Life in the Kitchen” di Lucy Knisley.

Cooking comics. La Francia.

Anche se i fumetti sono ormai un media globale è generalmente accettato che ci sono tre grandi tradizioni: giapponese, anglo-americana, e franco-belga. Di recente, ho avuto modo di raccontare il rapporto di lunga data che esiste tra cibo e fumetto in Giappone, tanto che i ryôri manga, o manga di cucina, sono diventati uno dei generi più diffusi nel paese. Considerato l’amore dei francesi per le ‘bande dessinée’ e per il buon cibo era inevitabile che anche in questa terra avrebbero finito per incontrasi dando vita a qualcosa di assolutamente unico.