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Guardare il mondo senza vederlo.
La pace ha bisogno di essere inventata. Cosa può voler dire “inventare”, se non creare qualcosa di nuovo? Solitamente la guerra e la pace sono viste come due opposti: o c’è guerra o c’è pace. Sentiamo riecheggiare, per molti versi, le acute parole di George Orwell, quando scrisse che le…
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La speranza contro la paura.
Questo testo nasce in un clima politico ed economico nel quale il sostegno per le “idee”, critiche o meno, è ormai quasi inesistente. D’altronde non è difficile essere pessimisti e inattivi, quando siamo circondati da guerre, disastri ecologici e disuguaglianze sociali, quando le tecnologie e le economie globalizzate rendono le…
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Il governo degli stolti.
La dignità non è un dato, non è qualcosa che si possiede per il semplice fatto di essere umani, ma un esercizio di autocontrollo e di perfezionamento di se stessi, insieme ad uno sforzo continuo di aiutare gli altri (in antitesi a quanto propongono i nuovi razzismi e nazionalismi). Bisogna…
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La danza come linguaggio comune.
Già nel suo nome si legge una storia di meticciato, Thierry Thieû Niang, artista franco-vietnamita, ha scelto di esprimersi attraverso il linguaggio universale del movimento, della danza, anche se è grazie al teatro che ha raggiunto la notorietà internazionale. Personalità generosa, semplice e aperto, profondo e leggero, da anni realizza…
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Cooking fast die young.
Marco Pierre White è passato come una meteora nelle cucine britanniche. Ha iniziato a 16 anni e si è ritirato quando ne aveva solo 38 (ma a lui sembrava di averne vissuti già 86). Diceva: “Il mio corpo è fottuto, consumato sino alla miccia”. Diceva: “Ho avuto la terza stella…
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Le città visibili di Nicolas Ruel.
Dal 2007, il fotografo canadese Nicolas Ruel, ha perfezionato una fotocamera con doppia tecnica di esposizione che sovrappone un secondo piano a un soggetto principale. Ruel ha chiamato questo processo “8 second” perché questo è il tempo di esposizione che ha scelto per catturare gli spazi urbani delle principali città…
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Ballare l’incubo.
La danza si è sempre ispirata, oltre che a fonti musicali, a fiabe, dipinti, racconti, miti, poemi e romanzi, e più in generale al linguaggio delle altre arti, ma non era mai successo che un documentario su una prigione di stato per criminali malati di mente diventasse l’idea per uno…
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La vita segreta di Jackson Heights.
“L’analogia per fare film come “Jackson Heights””, dice Frederick Wiseman, maestro del cinema documentario americano, “è Las Vegas, perché è sempre come un lancio di dadi. L’unico modo è iniziare e continuare a stare in un luogo abbastanza a lungo, in questo modo prima o poi troverò il mio film.”



