• La forza di esistere.

    La forza di esistere.

    “Gli esseri umani intorno a noi con la loro stessa presenza hanno il potere, che appartiene solo a loro, di fermare, di reprimere, di modificare tutti i movimenti che il nostro corpo abbozza; un passante non devia il nostro cammino per strada allo stesso modo di un cartello, quando si…

  • Il patto.

    Il patto.

    Cosa significa ricostruire la filosofia? Significa che questa nuova relazione nei confronti del mondo porta con se delle responsabilità verso il mondo. La filosofia può essere lo strumento che ci può aiutare a esplorare nuovi modi per pensare a tale relazione. La filosofia ci può essere d’aiuto per pensare a…

  • Essere umani (troppo umani).

    Essere umani (troppo umani).

    La classe oggi è un problema al di fuori dei movimenti dei lavoratori, all’interno del multiculturalismo metropolitano. Ma allo stesso tempo non possiamo ignorare la classe come strumento di analisi perché equivale a lasciarla all’avversario. Sono temi sui quali è necessario fermarsi a riflettere – ad esempio il mondo in…

  • Shop till you drop!

    Shop till you drop!

    L’idea che possedere un cellulare significhi comunicare è una falsa idea. Per comunicare è necessario che ci sia un supporto infrastrutturale in grado di accogliere le persone nel tipo di comunicazione che quel cellulare richiede, come anche una modalità critica. Forse per questo motivo nel costante processo di “rimediazione” dei…

  • Creare è resistere. Resistere è creare.

    Creare è resistere. Resistere è creare.

    Pochi anni prima di morire Stéphane Hessel ha pubblicato un pamphlet che ha avuto un enorme successo (si parla di quattro milioni di copie in tutto il mondo), trenta pagine dal titolo evocativo “Indignatevi!” (ADD Editore 2011). Hessel chiude il suo libro con una frase, utilizzata anche da Florence Aubenas…

  • Per una nuova lingua del credere.

    Per una nuova lingua del credere.

    A chi spetta il diritto di parlare alla radio? A chi spetta il diritto di fare film? O chi è in grado di esprimere la propria vita e le proprie esperienze?

  • L’homme jetable.

    L’homme jetable.

    Stagisti, precari. Contratti a tempo determinato. Flessibilità. Licenziamenti. Disoccupati “in fin di diritti”, persone in fin di vita. Tutti questi termini dicono a quale punto, in fondo, si ha ben poco bisogno di noi. Quale sorte ci attende?

  • Liberté, égalité, fraternité.

    Liberté, égalité, fraternité.

    Ora c’è bisogno di una democrazia nella quale tutti abbiano gli stessi diritti e le stesse possibilità. È un’utopia? Non sappiamo ancora come arrivarci. Ma siamo fortunati perché siamo in grado di immaginarcela e di darci da fare per raggiungerla.

  • Atti di solitudine.

    Atti di solitudine.

    Sto pensando ai crimini compiuti in nome dell’amore, come dell’amore per un paese o per la propria nazione. Quando una comunità, che sia essa una famiglia, un singolo individuo, un gruppo sociale, una nazione attraversa un crisi, una crisi economica (elevata disoccupazione, inflazione), o un crisi sociale (l’afflusso di stranieri)…

  • Jan Fabre: il gangster dell’arte.

    Jan Fabre: il gangster dell’arte.

    Jan Fabre è senz’altro uno dei artisti contemporanei più innovativi ed eclettici. Coreografo, regista, scenografo, ma anche autore di sculture, disegni, film, installazioni e performance radicali come “This is Theatre Like it was to be Expected and Foreseen” (“Questo è teatro come ci si doveva aspettare e prevedere”) del 1982…

  • Mount Olympus. Cosa viene dopo la tragedia?

    Mount Olympus. Cosa viene dopo la tragedia?

    Jan Fabre con “Mount Olympus” sembra dire che sappiamo ben poco sulla tragedia greca. Le questioni della tragedia, del teatro, della politica e di tutto ciò viene confusamente detto “etico” sono accomunate dal fatto di condurre tutte verso un luogo deserto, un luogo che che Jean-Luc Nacy chiama “religione civile”,…

  • Zone temporaneamente autonome.

    Zone temporaneamente autonome.

    La speranza è una specie di pessimismo controllato, o un insieme di pessimismo e ottimismo, poiché serve l’ottimismo per produrre il carnevalesco, o il carnevale stimola atteggiamenti positivi nei confronti del mondo. Credo che questo sia un po’ quello di cui è fatto l’uomo – quel livello di complessità, la…